India contro i Bitcoin. Potrebbe essere un aiuto?

da | Dic 30, 2013 | Bitcoin e crypto | 0 commenti

India aiuta i Bitcoin

Segnalo un’ultima ora della stessa news, la prima di Wired.com e la seconda dal blog indiano Naavi.org che di fondo tracciano lo stesso scenario.

Dopo aver segnalato che il Governo Indiano e la Banca Centrale del paese hanno lanciato un warning, sul modello di quello Cinese, sull’utilizzo delle monete digitali, la polizia ha di fatto chiuso l’exchange indiano Buysellbitco.in adducendo violazioni delle norme bancarie.

Ma non tutto il male vien per nuocere e Naavi.org fa giustamente notare come, se da un lato la Legge dice che gli exchange violano in qualche modo la legge, devono però anche motivare, se non giustificare, il ragionevole motivo sulla cui base ci sarebbe stata la violazione.

Praticamente, se la Legge mi dice che non posso fare una cosa, mi deve anche motivare il perché ed in base a quale normativa vigente, quindi, in qualche modo, i Governanti Indiani saranno costretti a valutare seriamente non solo i Bitcoin ma le Cryptovalute in generale.

E avranno poche opzioni: la Polizia Indiana potrebbe dichiarare un errore nella formulazione delle accuse e al massimo avvisare che lavorare con i Bitcoin “potrebbe” essere o diventare illegale, oppure continuare a testa bassa con la certezza di dover dimostrare, ai Giudici del Tribunale (e al mondo intero che guarda con grande interesse a tutte le questioni fiscali-legislative legate alle nuove cryptovalute) che fare attività con Bitcoin, come nel caso dell’exchange in questione, è illegale, chiarendo le motivazioni che non potranno basarsi semplicemente sull’assunto che se del denaro viene scambiato al di fuori del sistema bancario allora deve essere illegale.

I blogger indiani indicano inoltre che nella sezione 4 dell’Information Technology Act 2000 (l’estratto: Central Government Act Section 4 in The Information Technology Act, 2000 – 4. Legal recognition of electronic records.- Where any law provides that information or any other matter shall be in writing or in the typewritten or printed form, then, notwithstanding anything contained in such law, such requirement shall be deemed to h ve been satisfied if such information or matter is- (a) rendered or made available in an electronic form; and (b) accessible so as to be usable for a subsequent reference) è scritto chiaramente che anche la Cryptovaluta, in quanto documento elettronico, è ammissibile come prova al pari di un qualsiasi documento cartaceo in qualunque Tribunale Indiano.

L’articolo prosegue poi diffusamente, ma non volendo entrare in particolari legali destinati prettamente alla popolazione Indiana, mi limito a segnalare la fonte, per eventuali approfondimenti (in lingua inglese).

Per il 2013 dovrebbe essere tutto, un salutone a tutti per un fantastico anno nuovo, seguiteci e commentate, grazie e alla prossima 😉

BVT