Trasparenza fiscale e segreto bancario: l’era del Bitcoin

da | Ott 15, 2014 | Bitcoin e crypto | 0 commenti

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Come da titolo preferiamo lasciare al lettore ogni commento sui due post che linkiamo, il primo da Soldiweb.com che anticipa quanto sarà da domani ripreso da (forse) gran parte della stampa, e cioè che (citiamo testualmente) “ad agosto la Svizzera ha approvato una nuova disciplina che interviene sui conti correnti detenuti nelle banche elvetiche. La novità più importante è che le autorità fiscali di qualsiasi Paese (come l’Agenzia delle Entrate in Italia) potranno richiedere informazioni sui correntisti che abbiano la stessa nazionalità dell’autorità inquirente, all’insaputa del correntista. Su richiesta della stessa autorità, infatti, gli istituti bancari si asterranno dal comunicare al cliente alcuna informazione riguardante eventuali attività di accertamento in atto nei suoi confronti. Inoltre le banche svizzere non potranno eseguire bonifici verso conti correnti detenuti in Paesi offshore o paradisi fiscali, mentre i prelievi in contanti potranno subire delle limitazioni o essere interdetti se non si dimostra la regolarità fiscale delle propria posizione. Gli effetti della riforma non saranno di poco conto. Anzi, ci potrebbe essere una bomba pronta ad esplodere. L’autorità fiscale di Parigi ha richiesto alla UBS informazioni su circa 300 presunti evasori fiscali. Ma questo è solo l’inizio e si pensa che da qui a poco potrebbero giungere agli istituti bancari svizzeri una valanga di richieste provenienti dalle autorità di diversi Paesi. Ci si aspetta, inoltre, anche un sensibile calo del numero di soggetti intenzionato ad aprire un conto nel Paese elvetico.”

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Inoltre da Eutekne.info leggiamo quest’altra chicca: “…In sostanza, oggi è stata approvata la Administrative Cooperation Directive, ovvero la legge che consente all’Ue di adeguarsi agli ‘standard OCSE in materia di trasparenza fiscale. Grazie a questa direttiva, lo scambio automatico di informazioni acquista la dimensione più ampia possibile in Europa, superiore a quella che la revisione della direttiva Risparmi – il tentativo Ue di abolire il segreto bancario bancario, sempre ostacolato da Austria e Lussemburgo – immaginava. L’evasione fiscale viene ora combattuta a un livello nuovo, lo scambio automatico di informazioni verrà applicato nel modo più ampio possibile, la legislazione assicura che il recepimento dello standard OCSE sia fatto in modo allineato, ha detto il Commissario alla Fiscalità Algirdas Semeta. Da gennaio 2017 tutti i Paesi Ue, tranne l’Austria, dovranno scambiarsi le informazioni in materia fiscale su interessi, dividendi, altre entrate e conti bancari di individui, fondi ed entità.”

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Capito che il tracciamento di guadagni, legittimi o no, sarà a discrezione delle Istituzioni di controllo, il bitcoin potrebbe avere una nuova strada da percorrere oppure sarà allineato al regolamento vigente e quindi diverrà una vera moneta, seppur digitale?

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BVT