Un recente problema di sicurezza ha coinvolto pesantemente, e con immediata reazione dell’intera comunità Bitcoin, i dispositivi Coldcard, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei wallet hardware e sulla gestione della custodia autonoma.
Cosa è accaduto?
In sostanza è emersa una vulnerabilità nella fase di generazione delle chiavi private su circa 500 wallet gestiti con Coldcard, vulnerabilità che ha consentito l’esfiltrazione di circa 594 BTC (pari a oltre 38 milioni di dollari) verso un unico indirizzo.
La criticità ha riguardato un difetto nel processo di entropia o nella derivazione delle chiavi su specifici dispositivi o configurazioni, dimostrando che persino i prodotti progettati per l’isolamento della rete (air-gap) non sono immuni a potenziali difetti di implementazione del software o dell’entropia di sistema.
Cosa fare?
Innanzitutto, niente panico. Se possiedi o utilizzi un dispositivo Coldcard, ecco 10 azioni concrete e buone prassi da seguire per proteggere i tuoi fondi.
1. Sposta i fondi se il wallet è stato generato sul dispositivo
Se la tua seed phrase (le 12 o 24 parole di cui è composta) è stata generata direttamente dal generatore di numeri casuali (TRNG) interno del dispositivo, considera l’opzione di trasferire cautelativamente i fondi su un nuovo indirizzo generato in modo sicuro e indipendente.
2. Aumenta l’entropia con il lancio dei dadi
Non affidarti esclusivamente al generatore hardware. Coldcard permette di aggiungere entropia manuale lanciando dadi fisici, una soluzione che può sembrare vetusta e assurda, ma che in realtà è consigliata dai massimi esperti di crittografia. Questo garantisce che la chiave venga generata da una fonte di casualità matematicamente verificabile, e che non possa essere in alcun modo ricostruita sulla base di falle del sistema generativo.
3. Usa sempre una passphrase
Nota anche come “venticinquesima parola”. L’impiego di una passphrase personalizzata aggiunge un ulteriore livello di crittografia alla seed phrase. Anche in caso di vulnerabilità nel generatore di entropia del seed base, la passphrase rende l’indirizzo risultante matematicamente inaccessibile a chi non la conosce.
4. Aggiorna e verifica il firmware da fonti ufficiali
Prima di applicare un aggiornamento del firmware, scaricalo solo dal sito ufficiale Coinkite e verifica sempre l’impronta hash SHA-256 e le firme PGP. Non installare mai firmware privi di firma verificata.
5. Isola completamente il dispositivo
Sfrutta la funzionalità air-gap tramite scheda MicroSD per firmare le transazioni (PSBT). Non collegare mai il dispositivo via cavo USB a computer o telefoni connessi a internet.
6. Implementa una configurazione Multisig
Per importi rilevanti, evita di fare affidamento su una sola firma (Single-Sig). Una configurazione Multisig (ad esempio 2 su 3) che integra dispositivi di produttori e architetture differenti riduce a zero il rischio che la vulnerabilità di un singolo hardware wallet comprometta il capitale.
7. Ispeziona l’integrità fisica del dispositivo
Verifica periodicamente che il sacchetto tamper-evident originale non sia stato alterato e che all’avvio del dispositivo la spia di sicurezza verde (*GENUINE*) si accenda correttamente prima dell’inserimento del PIN.
8. Verifica gli indirizzi di ricezione sullo schermo del dispositivo
Quando prepari una transazione o generi un nuovo indirizzo di deposito, controlla sempre l’indirizzo direttamente sul display del Coldcard e mai soltanto sul monitor del PC, per evitare attacchi di tipo Man-in-the-Middle o malware sul computer host. Un minimo controllo fa della buona paranoia uno strumento efficacissimo per la sicurezza.
9. Conserva i backup del seed e della passphrase separatamente
Non ci stancheremo mai di dirlo: memorizza la seed phrase su supporto cartaceo conservato in luogo sicuro, o addirittura su piastra in acciaio inossidabile resistente a fuoco e acqua (il mercato fornisce una miriade di soluzioni del genere). Conserva poi la passphrase in un luogo altrettanto distinto e sicuro per prevenire un singolo punto di errore (Single Point of Failure).
10. Segui i canali di avviso ufficiali senza cedere al phishing
Rimani informato tramite i canali ufficiali del produttore per eventuali bollettini di sicurezza. Ricorda che nessun team di supporto ti chiederà mai la tua seed phrase o la tua passphrase via email, chat o social network.
Riassumendo
La recente scoperta di una grave vulnerabilità nella generazione delle chiavi crittografiche di alcuni hardware wallet Coldcard richiede un intervento tempestivo da parte degli utenti. Il problema riguarda il processo di creazione del seed e, in determinate configurazioni, potrebbe rendere prevedibili le chiavi private utilizzate per proteggere i bitcoin.
Se il wallet è stato creato senza una passphrase BIP-39 robusta oppure senza utilizzare una sorgente di entropia esterna, come il lancio manuale dei dadi previsto dal dispositivo, è consigliabile considerare il wallet “potenzialmente” esposto. Ossia: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Anche chi non ricorda con certezza come abbia configurato il dispositivo dovrebbe adottare un approccio prudenziale.
La soluzione più sicura consiste nel creare un nuovo wallet utilizzando un firmware aggiornato e una nuova seed phrase generata con la massima entropia possibile, preferibilmente integrando il metodo dei lanci di dadi. È inoltre opportuno proteggere il nuovo wallet con una passphrase lunga, casuale e conservata separatamente dalla seed phrase.
L’aggiornamento del firmware, da solo, non rende sicure le seed già create in passato: è necessario migrare i fondi verso un nuovo wallet. Per le nuove eventuali seed, le istruzioni descritte sono più che bastanti per ottenere wallet sicuri.
Prima di trasferire l’intero saldo è inoltre buona pratica eseguire una prova di ripristino del nuovo wallet e verificare che sia possibile recuperarlo correttamente utilizzando seed e passphrase. Solo dopo questa verifica conviene spostare tutti i bitcoin.
Infine, è importante evitare decisioni affrettate e il panico. Una migrazione eseguita sotto stress può aumentare il rischio di errori operativi. Se poi si gestiscono importi significativi o si hanno dubbi sulla procedura, è preferibile farsi assistere da un consulente esperto in self-custody Bitcoin piuttosto che improvvisare.
Vuoi ridurre ancora di più il rischio? Due strade da conoscere
Il caso Coldcard mostra bene un principio chiave della self-custody: affidarsi a un solo dispositivo, di un solo produttore, significa ereditare anche i suoi eventuali difetti. Per questo motivo ti segnaliamo due approfondimenti utili a chi vuole fare un passo ulteriore nella sicurezza dei propri bitcoin.
Il primo riguarda SeedSigner, un hardware wallet open source e “fai da te”: costruendolo da componenti economici e verificabili, elimini di fatto il rischio legato a un singolo produttore commerciale, e puoi usarlo come secondo dispositivo in una configurazione Multisig (vedi punto 6) per diversificare architetture hardware.
Il secondo è la nostra guida completa all’autocustodia, dove trovi spiegati con calma tutti i concetti citati in questo articolo: seed phrase, passphrase, entropia, backup e configurazioni Multisig. Utile sia per chi parte da zero sia per chi vuole rivedere e rafforzare la propria attuale configurazione.
Per qualsiasi dubbio, il Bitcoin Veneto Team resta a disposizione. In tema di Bitcoin siamo operativi dal 2013. Di noi ti puoi fidare.
Filippo aka il Phil
Nota: articolo redatto con il supporto di strumenti AI, basato su fonti multiple verificate online. Revisione e responsabilità editoriale a cura del Bitcoin Veneto Team.

